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La nuova direttiva sui prodotti difettosi ti riguarda?

Dal 9 dicembre 2026 cambiano le regole per chi fabbrica, importa o vende prodotti nell'Unione: il software diventa un prodotto, i danni risarcibili aumentano e la responsabilità non si può limitare. Sette domande sul tuo ruolo, e vedi cosa cambia per te, articolo per articolo.

Gratis, senza registrazioneDirettiva (UE) 2024/2853Ogni regola con il suo articolo
Cosa fai con i prodotti che vendi? (anche più di una)
Nei prodotti c'è software?
Chi usa il prodotto alla fine?
Dove vendi? (anche più di uno)
Hai già un'assicurazione RC prodotti?

Rispondi e premi Verifica: qui compariranno se la nuova direttiva ti riguarda e perché, da quando, cosa cambia per il tuo ruolo e cosa controllare nella polizza. Con gli articoli.

Domande frequenti

Cos'è la direttiva (UE) 2024/2853?

È la nuova direttiva europea sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi: sostituisce quella del 1985 (85/374/CEE), che in Italia sta negli articoli 114-127 del Codice del consumo. Gli Stati devono recepirla entro il 9 dicembre 2026 (art. 22).

Da quando si applica?

Le nuove regole valgono per i prodotti immessi sul mercato o messi in servizio dal 9 dicembre 2026: il testo rettificato il 7 maggio 2026 dice «dopo l'8 dicembre» (art. 2, par. 1). Per quelli già in commercio prima restano le regole di oggi, gli articoli 114-127 del Codice del consumo (art. 21). Un prodotto modificato in modo sostanziale, anche con un aggiornamento del software, conta da quando torna sul mercato.

L'Italia l'ha recepita?

Il recepimento è in corso: lo schema di decreto (Atto del Governo n. 434), presentato al Parlamento il 7 agosto 2026, riscrive gli articoli 114-127 del Codice del consumo. Al 25 ottobre 2026 non è ancora pubblicato in Gazzetta. Gli articoli citati qui sono quelli della direttiva: il testo italiano definitivo può ancora cambiare nei dettagli.

Il software è un prodotto?

Sì: la direttiva lo dice espressamente (art. 4, n. 1), a prescindere da come viene fornito, a bordo di un dispositivo, in rete, in cloud o come servizio, e comprende i sistemi di intelligenza artificiale (considerando 13). È escluso solo il software libero sviluppato o fornito fuori da un'attività commerciale (art. 2, par. 2).

Chi risponde di un prodotto difettoso?

Il fabbricante, compreso chi fa fabbricare o mette il proprio marchio; il fabbricante del componente difettoso; se il fabbricante è fuori dall'Unione, l'importatore e il rappresentante autorizzato e, se mancano, il fornitore di logistica. Chi modifica in modo sostanziale un prodotto diventa fabbricante. Il distributore risponde se non indica entro un mese un responsabile nell'Unione o il proprio fornitore, e lo stesso vale per i marketplace a certe condizioni (art. 8).

Quali danni si risarciscono?

Morte e lesioni, compresi i danni psicologici riconosciuti da un medico; i beni danneggiati, tranne il prodotto stesso e quelli usati solo per lavoro; la distruzione dei dati non professionali (art. 6). Non c'è più la soglia sotto la quale il danno a cose resta al danneggiato: oggi in Italia sono 387 € (Codice del consumo, art. 123).

Per quanto tempo si risponde?

Il danneggiato ha tre anni da quando conosce il danno, il difetto e il responsabile (art. 16). Il diritto si estingue dieci anni dopo l'immissione sul mercato, 25 per le lesioni che si manifestano tardi (art. 17).

La RC prodotti è obbligatoria?

Non per legge in generale. Fanno eccezione i fabbricanti di dispositivi medici, che devono avere una copertura finanziaria sufficiente (Reg. UE 2017/745, art. 10, par. 16). Distributori e clienti possono chiederla per contratto, e con una responsabilità che non si può limitare verso il danneggiato (art. 15) è la copertura che ne regge il rischio.