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Quanto ti costerebbe un attacco informatico?
I costi medi che si leggono sono di grandi aziende. Qui il conto parte dai tuoi numeri: quanto fatturi, quanto del lavoro si ferma senza computer, quanto perdi per ogni giorno di fermo. Poi i tempi di ripresa veri delle aziende colpite, le scadenze di legge che partono dall'attacco e le misure che chiudono le porte più usate.
Facoltativo, ma prezioso:quanto costerebbero il tecnico che ripristina i sistemi e l'avvocato. Sono costi che variano troppo da un'impresa all'altra per stimarli noi: se li chiedi oggi al tuo fornitore informatico, il conto diventa completo.
Rispondi e premi Calcola: qui compariranno quanto ti costerebbe restare fermo un giorno, una settimana o un mese, gli obblighi che scattano con le loro scadenze e le misure che più spesso fanno la differenza.
Il costo vero è il fermo
Il riscatto fa notizia, ma per una piccola impresa la voce che pesa di più è restare ferma: ordini che non partono, fatture che non si emettono, una linea di produzione spenta, mentre stipendi e affitto continuano. È il numero che il calcolatore mette in chiaro.
Le scadenze partono subito
Se ci sono dati personali, il Garante va avvisato entro 72 ore; se l'impresa è nella NIS2, CSIRT Italia entro 24. Nelle prime ore di un attacco si fatica a capire chi chiamare: avere già un piano scritto, e un riferimento che sappia cosa fare, è metà del lavoro.
Domande frequenti
Quanto dura il fermo dopo un attacco ransomware?
Secondo il rapporto Sophos «The State of Ransomware 2025», su 3.400 organizzazioni colpite in 17 paesi Italia compresa, il 16% si è ripreso completamente in un giorno e il 53% entro una settimana; il 18% ha impiegato più di un mese, e il 97% era tornato operativo entro tre mesi.
Quanto costa riprendersi da un attacco?
Nella stessa indagine le organizzazioni da 100 a 250 persone hanno speso in media 638.536 dollari per riprendersi, riscatto escluso: fermo, tempo delle persone, dispositivi, rete e opportunità perse. Per un'impresa più piccola la voce che pesa di più resta il fermo, ed è quella che il calcolatore stima con i tuoi numeri.
Come entrano gli attaccanti?
Le cause tecniche più frequenti nel 2025: vulnerabilità non corrette (32% degli attacchi), credenziali rubate (23%), email malevole (19%) e phishing (18%). Aggiornamenti senza ritardi, doppia verifica dell'accesso e formazione sulle email chiudono le porte più usate.
Cosa bisogna fare se l'attacco tocca dati personali?
Notificare la violazione al Garante entro 72 ore da quando la si scopre, salvo che sia improbabile un rischio per le persone, e avvisare le persone coinvolte se il rischio è elevato. Le violazioni di questi obblighi possono costare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale (GDPR, artt. 33, 34 e 83).
E se l'impresa rientra nella NIS2?
Un incidente significativo va segnalato a CSIRT Italia: preallarme entro 24 ore, notifica entro 72, relazione finale entro un mese. Le sanzioni arrivano a 10 milioni o al 2% del fatturato per i soggetti essenziali, a 7 milioni o all'1,4% per quelli importanti (D.Lgs. 138/2024, artt. 25 e 38).
I backup bastano?
Aiutano molto, se sono scollegati dalla rete e provati: nel 2025 le aziende colpite hanno recuperato i dati dai backup solo nel 54% dei casi, il valore più basso in sei anni. Sophos raccomanda di esercitarsi regolarmente a ripristinare i dati: è quello che accorcia il fermo.
Cosa copre una polizza cyber?
Dipende dal contratto, ma le garanzie tipiche sono il ripristino di dati e sistemi, il fermo dell'attività, la gestione della violazione (avvocati, esperti, notifiche) e la responsabilità verso clienti e terzi. Molte polizze chiedono misure minime, come backup e doppia verifica dell'accesso: senza, un sinistro può non essere pagato.
Le fonti
- Sophos, The State of Ransomware 2025 (giugno 2025) ↗
- Garante privacy: violazioni di dati personali (data breach) ↗
- D.Lgs. 138/2024 (NIS2): art. 25, obblighi di notifica (Normattiva) ↗
- D.Lgs. 138/2024 (NIS2): art. 38, sanzioni (Normattiva) ↗
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), artt. 33, 34 e 83, par. 4.
Verificato dal desk INSURHUB l'8 ottobre 2026. Come scriviamo queste pagine.