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Perché INSURHUB fa più domande di un preventivo online

A luglio 2026 IVASS ha scritto che i questionari di adeguatezza di alcuni canali sono «eccessivamente sintetici e poco informativi», e che nel campione esaminato tornava in risarcimenti circa il 20% dei premi incassati. Ecco perché da noi rispondi a più domande — e dove invece avevamo torto anche noi.

MSMario Santoriello·16 settembre 2026·6 min di lettura
Perché INSURHUB fa più domande di un preventivo online

Un preventivo assicurativo in trenta secondi è veloce per un motivo solo: qualcuno ha deciso di non farti delle domande.

Quelle domande non servono a calcolare il prezzo. Servono a stabilire che cosa sarà coperto e che cosa no. Se nessuno te le fa, la risposta la scopri al sinistro — quando non si può più rimediare.

Su INSURHUB le facciamo tutte. È una scelta, la difendo, e quest'estate il regolatore ha spiegato meglio di me perché è quella giusta.

Cosa ha scritto IVASS a luglio 2026

IVASS ha pubblicato un'indagine sui distributori non tradizionali: utilities, grande distribuzione, operatori della mobilità. Aziende che vendono polizze in bolletta, alla cassa, dentro un altro servizio. Il campione è piccolo ma parlante: 7 distributori, 17 compagnie partner, circa 98,5 milioni di euro di premi intermediati nel 2025.

Due rilievi, e sono quelli che descrivono meglio il problema che cerchiamo di risolvere.

Il primo. Nel campione esaminato, il rapporto fra sinistri liquidati e premi incassati nel 2025 è stato di circa il 20%. IVASS spiega perché guarda questo indicatore: valori bassi possono essere associati a una limitata operatività effettiva della copertura, alla presenza di esclusioni e limitazioni, a un numero ridotto di casi effettivamente indennizzabili, e a una scarsa consapevolezza del cliente di avere sottoscritto una polizza.

Il secondo, e per noi è quello decisivo. Fra le criticità, IVASS segnala questionari di adeguatezza risultati «eccessivamente sintetici e poco informativi», non in grado di far emergere esclusioni, limitazioni e periodi di carenza.

Eccessivamente sintetici. Il modulo corto non è una cortesia verso il cliente: è il punto in cui il rischio smette di essere guardato.

La domanda che non ti fanno è la garanzia che non avrai

Questo vale ramo per ramo, e sono esempi concreti, non teoria.

Se nessuno ti chiede……quello che non sai è
da quanti anni eserciti, e se hai avuto contestazionise la polizza copre il lavoro che hai già consegnato (retroattività)
se hai clienti fuori dall'Italiase la copertura vale dove verresti citato (ambito territoriale)
quanto vale davvero il tuo capannonequanto ti pagheranno davvero, per la regola proporzionale dell'art. 1907 c.c.
se hai un cantiere apertose in quel periodo il fabbricato è escluso
se chi lavora con te è dipendente o collaboratore esternose i suoi errori rientrano nella tua polizza

Nessuna di queste domande serve a farti un prezzo. Servono tutte a sapere se quel prezzo compra qualcosa.

Non è una scelta nostra: è una regola

L'art. 58 del Regolamento IVASS n. 40/2018 obbliga il distributore a proporre o raccomandare contratti coerenti con le richieste e le esigenze del contraente, e a consegnargli una dichiarazione che dia conto di quella coerenza.

Si può rispettare in due modi. Facendo le domande necessarie a stabilire la coerenza. Oppure facendo firmare una dichiarazione in fondo a un questionario di tre righe. Formalmente sono la stessa cosa. Sostanzialmente sono due mestieri diversi, e IVASS a luglio ha detto chiaramente quale dei due sta guardando.

E dove ci eravamo sbagliati noi

Lo stesso metro con cui guardo il mercato lo applico a noi, altrimenti tutto quello che ho scritto sopra è comodo.

Per mesi il nostro modulo ha chiesto, al momento dell'invio, dieci campi di anagrafica: codice fiscale, indirizzo di residenza, dati che servono a emettere un contratto, non a capire un rischio. Li chiedevamo prima ancora di sapere se ci sarebbe stato un contratto da emettere.

Non sei sicuro di essere coperto?

Fatti dire cosa ti serve →

Il risultato l'abbiamo misurato: è lì che si fermava la maggior parte di chi non arrivava in fondo — circa sei abbandoni su dieci. Non perché le domande fossero troppe, ma perché erano le domande sbagliate nel momento sbagliato. Chiedere il codice fiscale a qualcuno che sta ancora decidendo se fidarsi è un errore, e l'errore era nostro.

Abbiamo cominciato a smontarlo, e il recupero di chi si blocca è passato dal 54% al 65%. C'è ancora strada da fare e la stiamo facendo.

Ma la distinzione che tengo è questa: le domande sul rischio non le accorciamo, quelle sulla burocrazia sì. Le prime sono il lavoro. Le seconde sono attrito che ci siamo messi in casa da soli.

Come siamo fatti, in chiaro

Tre fatti verificabili, perché è giusto che chi legge sappia chi sta parlando.

  • Chi ti risponde è un consulente iscritto al RUI, il Registro Unico degli Intermediari tenuto da IVASS. Verifichiamo l'iscrizione prima di attivare chiunque. Il numero RUI è pubblico e puoi controllarlo tu.
  • Una richiesta, un referente. Non mandiamo il tuo caso in una gara fra intermediari. Qualcuno lo prende in carico e risponde di quello che ti propone, anche dopo la firma.
  • Non ti costa nulla raccontare la tua situazione ed essere seguito, e non c'è obbligo di acquisto. Il premio che eventualmente pagherai va all'intermediario, non a noi. Se un giorno concludere la polizza in piattaforma comportasse una spesa di servizio, sarà una cifra fissa, indicata separatamente e prima della firma — mai una percentuale sul premio.

Perché scrivo questo articolo

Perché la differenza fra noi e un modulo da trenta secondi non si vede dal prezzo, e nemmeno dalla home page. Si vede dalle domande.

Ogni domanda in meno è una cosa che il consulente non saprà, e quello che non sa non te lo può coprire. Per questo non gareggiamo sulla velocità della compilazione: gareggiamo su che cosa sei coperto a fare il giorno dopo.

Domande frequenti

Perché INSURHUB chiede più informazioni di un comparatore?

Perché le informazioni sul rischio determinano le garanzie, non solo il prezzo. Retroattività, ambito territoriale, esclusioni e massimali dipendono da dati che un modulo breve non raccoglie. A luglio 2026 IVASS ha segnalato che questionari di adeguatezza «eccessivamente sintetici e poco informativi» non fanno emergere esclusioni, limitazioni e periodi di carenza.

Cosa significa che il rapporto sinistri su premi è del 20%?

Significa che, nel campione di distributori non tradizionali esaminato da IVASS nel 2025, circa 20 euro ogni 100 di premio incassato sono tornati agli assicurati come sinistri liquidati. IVASS osserva che valori bassi possono indicare una limitata operatività effettiva della copertura, esclusioni e limitazioni, o una scarsa consapevolezza del cliente di avere una polizza.

Compilare la richiesta su INSURHUB ha un costo?

No. Raccontare la propria situazione ed essere seguiti da un consulente iscritto al RUI è gratuito e non comporta obbligo di acquisto. Il premio eventualmente pagato va all'intermediario.

Chi legge la mia richiesta?

Un consulente assicurativo iscritto al RUI, il registro tenuto da IVASS, la cui iscrizione viene verificata prima dell'attivazione sulla piattaforma. La richiesta non viene rivenduta a terzi e non genera chiamate da call center.

Quanto tempo serve per compilare la richiesta?

In media una decina di minuti, a seconda del ramo. Stiamo lavorando per togliere le domande che non servono a valutare il rischio — i dati anagrafici che servono solo a emettere un contratto — e spostarle al momento in cui servono davvero.

Fonti

  • IVASS, Indagine sui distributori non tradizionali, luglio 2026 (7 distributori, 17 imprese partner, circa 98,5 milioni di euro di premi intermediati nel 2025)
  • Regolamento IVASS n. 40 del 2 agosto 2018, art. 58 (coerenza del contratto con richieste ed esigenze), come modificato dal Provvedimento IVASS n. 97 del 4 agosto 2020
  • Codice civile, art. 1907 (assicurazione parziale, regola proporzionale)
  • Direttiva (UE) 2016/97 (IDD) sulla distribuzione assicurativa

Non sei sicuro di essere coperto?

Raccontaci la tua situazione: un professionista iscritto al RUI la legge, ti dice cosa ti manca davvero e cosa no. Gratis, senza impegno.

MS

Scritto da

Mario Santoriello

Fondatore di INSURHUB.

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