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Deepfake, truffe vocali e assicurazioni: come l’intelligenza artificiale sta cambiando il rischio

  • 29 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 5 giorni fa


In breve

Fino a poco tempo fa, per falsificare una voce, un volto o un’identità servivano strumenti complessi. Oggi bastano pochi contenuti online, software sempre più accessibili e qualche minuto di elaborazione. Il risultato è che i deepfake e le truffe vocali generate con l’IA stanno rendendo le frodi molto più credibili. Non è solo un problema per banche, aziende tech o personaggi pubblici: tocca anche il settore assicurativo, dove la fiducia, l’identificazione del cliente e la verifica dei sinistri sono centrali. Europol ha spiegato che i deepfake possono diventare uno strumento stabile della criminalità organizzata, mentre IVASS ha dedicato un intervento specifico all’uso dell’intelligenza artificiale per commettere reati in ambito assicurativo.  


Perché questo tema è così attuale

L’intelligenza artificiale generativa non sta cambiando solo il modo in cui lavoriamo o comunichiamo. Sta cambiando anche il modo in cui si costruiscono le truffe. ENISA ha evidenziato che l’uso di AI generativa e contenuti deepfake rende più efficaci le tecniche di impersonificazione e phishing, mentre Europol segnala che queste tecnologie aumentano il rischio di frodi sempre più convincenti.  

Il punto chiave è che oggi una frode non deve più essere “rozza” per funzionare. Può sembrare reale. Una chiamata con una voce familiare, un video credibile, un documento apparentemente coerente o un’identità costruita bene possono spingere persone e imprese a fidarsi troppo in fretta. È proprio questa evoluzione che rende il tema molto interessante anche per chi legge un blog assicurativo: il rischio non è più soltanto il danno materiale, ma anche la manipolazione dell’identità e della fiducia.  


Cosa sono i deepfake e perché riguardano anche le assicurazioni

Con “deepfake” si indicano contenuti audio, video o immagini generati o manipolati con l’IA per imitare in modo realistico una persona. Europol ha spiegato che questa tecnologia può essere usata per frodi, manipolazione dell’identità e aggiramento di controlli. ENISA, nelle sue linee sulle verifiche di identità da remoto, sottolinea che immagini sintetiche e manipolazioni visive possono aumentare la probabilità di successo di tentativi fraudolenti se il processo di verifica non è robusto.  

Nel mondo assicurativo questo conta moltissimo. IVASS ha osservato che l’IA può incidere su molte fasi della catena del valore, dall’offerta ai processi operativi, e ha anche affrontato il tema del suo uso per commettere reati in ambito assicurativo. Questo significa che la tecnologia è al tempo stesso una grande opportunità e una nuova superficie di rischio.


A mysterious figure wearing a magenta hoodie and a cap stands in shadow, creating an enigmatic silhouette against a dark background.

 

Dove può nascere il rischio concreto

Il rischio non riguarda solo scenari estremi. Può emergere in passaggi molto quotidiani:

  • nella verifica dell’identità del cliente;

  • nei contatti via telefono o video;

  • nelle comunicazioni urgenti che sembrano arrivare da persone fidate;

  • nelle richieste di documenti o dati sensibili;

  • nei tentativi di alterare o rendere più credibili comportamenti fraudolenti.  

Europol segnala anche la crescita delle deepfake voice scams, cioè truffe in cui una voce sintetica imita una persona reale per indurre la vittima a eseguire pagamenti, condividere dati o fidarsi di una richiesta urgente. Questo tipo di rischio è particolarmente interessante per il settore assicurativo perché si basa su una materia prima fondamentale per ogni polizza: la fiducia.  


Perché il settore assicurativo deve guardare al tema ora

L’assicurazione vive di valutazione del rischio, identificazione corretta, documentazione e relazione fiduciaria. Se l’IA rende più semplice imitare una voce, creare contenuti falsi o tentare frodi più sofisticate, cambia il contesto in cui imprese, intermediari e clienti si muovono. IVASS ha sottolineato che l’intelligenza artificiale può aumentare personalizzazione ed efficienza, ma proprio per questo richiede anche maggiore attenzione sui profili di governo, controllo e tutela del consumatore.  

In altre parole: più i processi diventano digitali, più diventa importante capire chi c’è davvero dall’altra parte, quanto è sicuro il canale usato e quanto i controlli siano adeguati rispetto alle nuove minacce. Non è solo una questione tecnologica. È una questione di protezione concreta.  


Cosa cambia per consumatori e professionisti

Per i consumatori cambia soprattutto una cosa: non basta più fidarsi di ciò che “sembra vero”. Una voce riconoscibile, un video credibile o una comunicazione ben scritta non sono più garanzia di autenticità. Per i professionisti del settore cambia invece il livello di attenzione necessario: canali di contatto, raccolta documentale, verifica dell’identità e gestione delle anomalie devono evolvere con i rischi. ENISA sottolinea proprio l’importanza di processi di remote identity proofing robusti, multilivello e non basati solo su un singolo controllo visivo o documentale.  

Questo apre anche un tema molto interessante per il lettore: in futuro il valore di una buona copertura non sarà solo “quanto risarcisce”, ma anche quanto bene si inserisce in un ecosistema di prevenzione, verifica e supporto umano.


Conclusione

I deepfake e le truffe vocali non sono fantascienza. Sono una delle trasformazioni più concrete del rischio digitale contemporaneo. Europol ed ENISA mostrano che impersonificazione e frodi rese più credibili dall’IA sono già una realtà, mentre IVASS conferma che il settore assicurativo non è fuori da questa evoluzione, anzi ne è direttamente coinvolto.  

Per questo oggi parlare di assicurazioni non significa più solo parlare di sinistri, polizze e premi. Significa anche capire come cambia il rischio quando cambia il mondo. E in un contesto dove persino una voce può essere falsificata, avere accanto professionisti veri diventa ancora più importante.


Fonti

  • IVASS, “L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per commettere reati in ambito assicurativo”, 17 maggio 2025.  

  • IVASS, “Intelligenza artificiale e intermediazione assicurativa”, 11 aprile 2025.  

  • IVASS, “L’intelligenza artificiale nel settore assicurativo”, 9 ottobre 2024.  

  • Europol, “Facing reality? Law enforcement and the challenge of deepfakes”.  

  • Europol, “Biometric vulnerabilities”.  

  • ENISA, “Remote ID Proofing Good Practices”.  

  • ENISA, Threat Landscape 2023 / Finance Threat Landscape 2024.  



5 FAQ

Cosa sono i deepfake?

Sono contenuti audio, video o immagini creati o manipolati con l’IA per imitare realisticamente una persona.


Le truffe vocali con IA sono un rischio reale?

Sì. Europol segnala la crescita delle deepfake voice scams come forma concreta di frode.


Perché il tema riguarda anche le assicurazioni?

Perché il settore assicurativo dipende da identificazione corretta, fiducia, documenti e processi digitali, tutti ambiti che possono essere colpiti da frodi più sofisticate.


IVASS ha parlato davvero di IA e reati assicurativi?

Sì. IVASS ha dedicato un intervento specifico all’uso dell’intelligenza artificiale per commettere reati in ambito assicurativo.


Perché questo tema interessa anche i consumatori?

Perché rende più difficile distinguere tra comunicazioni autentiche e tentativi di impersonificazione, aumentando il bisogno di verifica e supporto umano.

 
 
 

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