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Ti arriva una contestazione: cosa fare nelle prime 48 ore

Una mail dura, una diffida dell'avvocato, una richiesta di risarcimento. Cosa fare subito, cosa non scrivere mai, e i termini del Codice civile che nessuno ricorda al momento giusto.

RIRedazione INSURHUB·12 agosto 2026·Aggiornato il 4 settembre 2026·4 min di lettura
Fa parte della guida: Il ruolo chiave della RC Professionale: gestire il rischio professionale

La contestazione quasi mai arriva come una raccomandata. Arriva come una mail più fredda del solito, o una telefonata in cui il cliente dice che «ci ha rimesso dei soldi». Ed è lì che si decidono le cose, molto prima che entri in gioco un avvocato.

Questa guida dice cosa fare nelle prime ore, e soprattutto cosa non fare — perché gli errori che chiudono le porte si commettono quasi tutti in buona fede, nel tentativo di sistemare le cose.

La prima cosa: avvisare l''assicuratore

L''articolo 1913 del Codice civile prevede che l''assicurato dia avviso del sinistro entro tre giorni da quando ne ha avuto conoscenza, salvo termini diversi previsti dal contratto. E l''articolo 1915 è severo su cosa succede se non lo fa: chi omette dolosamente l''avviso perde il diritto all''indennità; se l''omissione è colposa, l''assicuratore può ridurre la somma in ragione del pregiudizio subito.

Tradotto: avvisare non è un adempimento burocratico da fare quando la situazione sarà più chiara. È la condizione perché la polizza funzioni.

Un dubbio ricorrente: «devo avvisare anche se penso di avere ragione?». Sì. La denuncia non è un''ammissione di colpa, è una comunicazione di un fatto. E in regime claims made è proprio la richiesta ricevuta — non la tua responsabilità accertata — a far scattare la copertura.

C''è un secondo caso che quasi nessuno sfrutta: la denuncia di circostanza. Se non hai ancora ricevuto una richiesta formale ma sai che una situazione può degenerare, molte polizze permettono di comunicarla. Quella comunicazione «blocca» la copertura sulla polizza in corso, e ti protegge anche se la richiesta vera arriverà tra due anni, magari quando avrai cambiato compagnia.

Le tre cose da non fare

Non ammettere responsabilità. Quasi tutte le polizze contengono una clausola che vieta di riconoscere il debito o transigere senza il consenso dell''assicuratore. Una mail scritta di getto — «hai ragione, è stato un mio errore, vediamo come rimediare» — può compromettere la gestione del sinistro. Puoi essere umano senza ammettere: «ho ricevuto la tua segnalazione, la sto verificando con attenzione e ti aggiorno» è una frase che non chiude nessuna porta.

Non offrire di rifare il lavoro gratis, o di rimborsare. È l''istinto giusto sul piano del rapporto e quello sbagliato sul piano contrattuale: è una transazione, e fatta senza l''assicuratore rischia di restare a carico tuo.

Non modificare i documenti. Non riscrivere una relazione, non aggiornare un file, non «sistemare» una data. È l''errore che trasforma un sinistro gestibile in un problema serio, e i sistemi informatici conservano le versioni.

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Cosa fare, in ordine

  1. Congela la documentazione. Contratto o lettera d''incarico, corrispondenza completa, versioni dei file consegnati, verbali. Tutto com''è, senza ritocchi.
  2. Ricostruisci la cronologia, con le date: quando è stato conferito l''incarico, cosa è stato consegnato e quando, quando è emerso il problema.
  3. Avvisa l''assicuratore con la documentazione, entro i termini di polizza.
  4. Rispondi al cliente in modo neutro: hai ricevuto, stai verificando, aggiornerai. Nient''altro.
  5. Non trattare da solo se la cifra è rilevante: da quel momento la gestione spetta all''assicuratore, e le spese di difesa sono di norma comprese nel massimale.

Quanto tempo hai, davvero

Due termini che si confondono spesso.

Il cliente ha per far valere la responsabilità professionale i termini ordinari di prescrizione: dieci anni se la responsabilità è contrattuale, cinque se extracontrattuale. Non è raro che una contestazione arrivi su un lavoro di sette anni fa.

Tu invece, verso l''assicuratore, hai un termine molto più stretto: l''articolo 2952 fissa in due anni la prescrizione dei diritti derivanti dal contratto di assicurazione, e nell''assicurazione della responsabilità civile il termine decorre dalla richiesta di risarcimento del terzo o dall''azione promossa contro di te.

È l''asimmetria che rende pericolosa l''attesa: il cliente può aspettare anni, tu no.

Il ruolo dell''intermediario

Nella gestione di una contestazione la differenza tra chi ha comprato una polizza online e chi ha un intermediario si vede tutta. Non perché il contratto sia diverso, ma perché qualcuno deve sapere quale garanzia si attiva, entro quali termini, e con quali documenti — e farlo mentre tu stai continuando a lavorare.

È esattamente il motivo per cui su INSURHUB le proposte arrivano da intermediari iscritti al RUI e non da un modulo automatico: il valore si vede il giorno del sinistro.

In sintesi

Nelle prime 48 ore contano tre cose: avvisare l''assicuratore, non ammettere né transigere, congelare i documenti. Il resto si gestisce dopo, e non da soli. Vale la pena leggere anche cosa non copre la RC professionale, perché sapere in anticipo dove sono i confini evita di scoprirli nel momento peggiore.

Se vuoi verificare che la tua copertura regga davvero a una contestazione, puoi partire da assicurazione RC professionale.


Fonti

  • Codice civile, artt. 1913 (avviso del sinistro), 1915 (decadenza), 2952 (prescrizione), 2946 e 2947 (prescrizione ordinaria e da fatto illecito).
  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 22437 del 24 settembre 2018.

Contenuto informativo, non consulenza legale o assicurativa. Fanno fede il set informativo e le condizioni di polizza.

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