Cambiare polizza RC professionale senza restare scoperti: il buco che nessuno vede
Il momento più pericoloso nella vita di una RC professionale non è il sinistro: è il cambio di compagnia. Come funziona il vuoto di copertura e i quattro controlli per evitarlo.
Il momento più rischioso di una RC professionale non è quando succede il danno. È il giorno in cui cambi compagnia. Perché due polizze che sembrano identiche, messe una dopo l''altra, possono lasciare in mezzo un buco in cui finisce tutto il lavoro che hai già consegnato.
Perché il buco si apre
Le RC professionali funzionano quasi sempre in regime claims made: conta il giorno in cui ricevi la richiesta di risarcimento, non il giorno in cui hai commesso l''errore. La validità di questo meccanismo è stata confermata dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza n. 22437 del 2018.
Da questo discendono due conseguenze che si scontrano proprio nel passaggio da una compagnia all''altra:
- la polizza vecchia copre solo le richieste arrivate mentre era in vigore. Il giorno dopo la scadenza smette, anche per gli errori commessi quando pagavi regolarmente;
- la polizza nuova copre le richieste che arrivano da oggi, ma solo per fatti successivi alla data di retroattività che le hai comprato.
Se la nuova polizza ha retroattività "dalla data di stipula", tutto quello che hai fatto prima non è coperto da nessuno dei due contratti. La vecchia è scaduta, la nuova non guarda indietro. E siccome le contestazioni professionali arrivano tipicamente a distanza di uno o due anni dall''incarico, quel buco è esattamente dove cadono.
Il caso più comune, e più doloroso
Un professionista assicurato da sei anni cambia compagnia perché trova un premio migliore. La nuova polizza ha retroattività di due anni. Otto mesi dopo riceve una contestazione su un lavoro di quattro anni fa.
La vecchia compagnia non risponde: la richiesta è arrivata dopo la scadenza. La nuova non risponde: il fatto è precedente alla retroattività. Ha pagato premi per sei anni e per quel sinistro non è coperto da nessuno.
Non è un cavillo né un comportamento scorretto dell''assicuratore: è il funzionamento normale del claims made applicato a due contratti non allineati.
I quattro controlli prima di firmare
1. La retroattività della nuova polizza copre almeno da quando hai iniziato a esercitare. È il controllo che vale più di tutti gli altri messi insieme. Se non è possibile, deve almeno coprire tutto il periodo in cui eri assicurato con la compagnia precedente. Una retroattività "illimitata" o "dalla data di inizio attività" è ciò che va chiesto per primo.
2. Nessun giorno di scoperto tra le due polizze. La nuova deve decorrere dalle 24:00 del giorno di scadenza della vecchia, non dal giorno dopo. Un solo giorno di vuoto è sufficiente a creare un problema, e capita più spesso di quanto si creda quando il rinnovo slitta.
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Fai confrontare le due polizze3. Le circostanze note vanno dichiarate. Se prima di firmare hai già ricevuto una lamentela, o sai di una situazione che potrebbe generarne una, va dichiarata. Gli articoli 1892 e 1893 del Codice civile prevedono conseguenze gravi per le dichiarazioni inesatte o reticenti, fino all''annullamento del contratto. Molte polizze permettono di denunciare le circostanze alla compagnia uscente prima della scadenza: è la mossa corretta, perché blocca la copertura su quella situazione presso chi ti assicurava all''epoca.
4. Il perimetro deve coincidere. Massimale, franchigie, attività assicurata, ambito territoriale e coperture accessorie. Un premio più basso quasi sempre significa un perimetro più stretto: le esclusioni dicono cosa hai davvero comprato, l''elenco delle garanzie dice solo cosa vorresti.
Quando smetti di lavorare: la postuma
Lo stesso meccanismo vale, con effetti anche più netti, quando cessi l''attività o vai in pensione. Le richieste possono arrivare per anni dopo l''ultimo incarico, e senza polizza attiva non c''è più nessuna copertura.
Serve la garanzia postuma (detta anche ultrattività): estende la copertura alle richieste che arrivano dopo la cessazione, per un periodo definito. Per alcune professioni è prevista da norme dedicate; per tutte le altre è una voce da negoziare prima, perché dopo la chiusura non si compra più.
Il momento giusto per muoversi
Non alla scadenza: almeno sessanta giorni prima. Servono per farsi fare le proposte, confrontare i perimetri e, se necessario, denunciare le circostanze note alla compagnia uscente mentre è ancora in vigore. Chi si muove nell''ultima settimana finisce per rinnovare al buio o per accettare la prima proposta disponibile.
In sintesi
Cambiare polizza è un''operazione tecnica, non un acquisto. La domanda da fare non è «quanto costa», ma «da che data guarda indietro?». Se la risposta non copre tutta la tua vita professionale, il risparmio che stai valutando ha un prezzo nascosto che pagherai solo se qualcosa va storto — cioè esattamente quando conta.
Se vuoi che qualcuno confronti la polizza che hai con quella che ti stanno proponendo, puoi partire da assicurazione RC professionale.
Fonti
- Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 22437 del 24 settembre 2018.
- Codice civile, artt. 1892, 1893, 1917.
- D.P.R. 7 agosto 2012 n. 137, art. 5.
Contenuto informativo, non consulenza assicurativa. Fanno fede il set informativo e le condizioni di polizza.
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